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Lavori con il turismo slow?  Ecco cosa posso fare per te!

La moda del poke di riso in Italia

In principio c’erano i poke su Facebook. Pinco Pallino ti ha mandato un poke.

Non so tu, ma io di solito non sapevo cosa farmene, di questi poke.

Che vuole da me Pinco Pallino? Un poke? Ma che è?

Niente, il più delle volte l’amico Pinco semplicemente non sapeva come ammazzare il tempo, e allora mandava poke, ovvero dei colpetti virtuali, a caso.

Altre volte invece lo faceva perché voleva provarci.

Ora, non so se esistono ancora quei poke digitali, ma se oggi Pinco Pallino mi inviasse un poke, probabilmente capirei una cosa molto più gradita.

 

Una bella ciotola di riso condito con tutto il ben di Dio, a seconda dei gusti.

Pesce, pollo, prosciutto o tofu, verdure, frutta e salse multicolore.

Un piatto hawaiano, come le chitarre e le camicie cantate da Paolo Conte.

Blue Hawaii, a dream in a dream.

Un’insalata di riso che ti mette le ali.

Buono e fighissimo con cui fare un figurone sui social.

Perché ovviamente non puoi mangiarlo se prima non l’hai instagrammato.

Beh, se Pinco Pallino mi mandasse un poke così, quasi quasi si comincerebbe a ragionare.

Poke, fallo con riso biologico italiano

 

Però, già che c’è, potrebbe fare una cosa ancor più bella.

Inviarmi un poke a base di riso biologico italiano che è tutta un’altra storia e tra poco ti spiego perché.

Meglio ancora se il poke è fatto col riso Carnaroli Di Cristiana.

Nel senso che prodotto dall’azienda agricola di Cristiana Sartori, agronoma e Sommelier del Riso che in Lomellina col riso fa dei miracoli.

„Per essere buono, un riso deve essere anche bello”, è uno degli assiomi su cui si fonda il lavoro di Cristiana.

Ma perché deve essere bello il riso?

No, non per venire bene su Instagram, anche se poi ciò succede comunque.

Chicchi belli, sani e uniformi sono segno di

  • completa maturazione in campo
  • un’accurata selezione in riseria
  • un’attenzione anche durante il confezionamento.

Se assaggi questo riso, riconosci sentori esclusivi della varietà Carnaroli, sentori che cambiano di campo in campo, in base al terroir.

Ma quindi per fare un buon poke non va bene un riso che so, cinese?

Eh, no, e ti spiego perché.

O meglio, ti riporto una frazione di quelle nozioni che il professor Filip Haxari, ricercatore dell’Ente Nazionale Risi, ha condiviso nel corso della recente conferenza istituzionale Tradizione e innovazione nel mondo del riso e dell’oca, organizzata dalla Strada del Riso dei Tre Fiumi presso il Centro Ricerche sul Riso di Castello d’Agogna.

Come vedi, qui si fa sul serio.

Il riso italiano è molto diverso da tutti gli altri tipi di riso del mondo.

A cominciare dal numero di varietà esistenti.

In Paesi che sono grossi produttori di riso come la Thailandia, la Birmania o il Giappone, si seminano 2-3 varietà di riso su circa il 70% del territorio coltivato.

In Italia, nel Registro Nazionale delle Varietà sono iscritte ben 253 varietà di riso.

Ma stringiamo l’inquadratura e diamo un’occhiata al singolo chicco di riso.

Che forma ha un chicco di riso?

Nel mondo o è tondo, o è lungo.

In Italia quasi ogni varietà ha la sua forma.

E il colore? Il riso mondiale è sempre cristallino. Cristallino e basta, senza perla.

In quello italiano c’è invece presenza di perla.

E com’è fatto l’amido che c’è all’interno del chicco di riso?

No, neanche l’amido è uguale!

Quello all’interno del chicco mondiale ha una struttura compatta, fatta di granuli di amido piccoli.

All’interno del chicco di riso italiano troviamo invece granuli di amido grandi e ampi spazi vuoti, che significano una struttura spugnosa.

Chicchi di riso come piccole spugne, che assorbono tutte quelle bontà che mettiamo in pentola per preparare un risotto.

Ed è proprio questo il punto.

Date le qualità eccellenti del riso italiano, specie di varietà come il Carnaroli biologico coltivato da Cristiana, in Italia si fanno i risotti, mentre altrove no.

E fanno bene a non farli, perché col loro riso non verrebbero bene.

Come spiega il ricercatore, il riso italiano è versatile, mentre quello estero non lo è.

La maestria e la fantasia dei nostri chef completa il miracolo.

Ma tutti noi possiamo preparare un poke che altrove nel mondo se lo sognano.

Per fare un buon piatto, servono ingredienti di qualità.

Il riso, per fare un poke con i fiocchi, abbiamo capito quale deve essere.

Il resto, pesce-pollo-tofu-broccoli-carciofi-fave- e quel che ti pare, lo aggiungi a piacere e il gioco è fatto!

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